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L’appartamento di Coco Chanel torna a nuova vita.

Coco Chanel affermava: “Una casa è la naturale proiezione dello spirito”.
Ed ecco l’appartamento di Coco Chanel che riprende vita dopo il restauro: una  coppia di cervi in cristallo di rocca, bronzei leoni disseminati su console di marmo, una poltrona bergère e uno specchio con ali d’aquila pronto a prendere il volo quando le luci si spengono. Dopo il restauro l’appartamento si qualifica come museo, sito archeologico, dove poter rivivere la vita di madeimoselle. Dichiarato monumento storico dal Ministro dei Beni Culturali nel 2013, il 31 di Rue Cambon è pronto a svelarsi come paesaggio d’anima, come riflesso e immagine speculare di colei che lo ha abitato. 
All’ingresso c’è la scalinata di vetro Art Déco è una mise-en-abyme di natura cubista, una ringhiera realizzata in ferro battuto nero, con gradini ricoperti di moquette beige, che si perdono nelle immagini diffratte e smerigliate di pannelli a specchio posti lungo tutta l’altezza della scala.
All’interno l’impatto è barocco, pervaso da una teatralità di separé, enormi librerie, un bestiario minerale con animali dorati.
I Coromandel, pannelli di legno laccato di ispirazione cinese, fungono da divisori fra gli spazi dell’ampia sala d’entrance, diventando occasionalmente galleria d’arte.
Nel salone da ricevimento il mobilio è frammisto alla presenza fantasma dei personaggi che hanno conversato sui divani in pelle matelassé, al centro sala un  chandelier in cristallo, quarzo e ametista illumina la stanza.
L’appartamento di Coco Chanel è un album di memorie che si sfoglia di dettaglio in dettaglio, è il confine tra l’elegante e l’eccesso.

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