Romantica, colta, sofisticata senza ostentazione. Il 2026 sarà l’anno del poetcore, la tendenza che trasforma l’immaginario letterario in dichiarazione di stile.
C’è un nuovo mood che mescola romanticismo e cultura: si chiama poetcore, l’estetica che celebra lo stile “da poeta”. Letteralmente significa vestirsi come se ogni dettaglio raccontasse una storia: libri sottobraccio, gilet in tweed, cravatte sottili e accessori dal fascino retrò. È elegante, colto, mai ostentato, e trasforma la cultura in stile.
Un po’ musa decadente, un po’ studentessa di Oxford, la donna poetcore sceglie capi classici, stratificazioni studiate e un’eleganza che non ha bisogno di eccessi per farsi notare.
L’INTELLETTUALE È IL NUOVO COOL
Secondo le previsioni di Pinterest, le ricerche legate all’estetica “da poeta” sono in forte crescita: borse a tracolla, mantelle, cravatte e dettagli rétro guidano il trend. L’ispirazione? L’attimo fuggente, i poeti maledetti e l’intramontabile fascino del tweed con toppe sui gomiti.
Ma oggi il poetcore si declina al femminile: prende in prestito codici maschili e li rilegge con grazia contemporanea. Il risultato è una figura colta e intenzionale, dove anche l’intellettualismo diventa estetica.

DALLE PASSERELLE ALLA VITA REALE
Un impulso decisivo è arrivato dalla primavera-estate 2026 di Dior Homme firmata da Jonathan Anderson: silhouette fluide e tote bag con le copertine di classici come Le fleurs du mal di Charles Baudelaire, In Cold Blood di Truman Capote e Dracula di Bram Stoker. La cultura si indossa.
Anche Tory Burch, MM6 Maison Margiela, Vivienne Westwood, Issey Miyake e Chanel hanno reinterpretato il trend, tra layering impeccabili, geometrie essenziali e richiami british.

I CODICI DEL POETCORE
Palette: beige, marrone tabacco, verde bosco, grigi polverosi.
Tessuti: lana, tweed, velluto a coste, cashmere.
Capi chiave: gilet su camicie importanti, cravatte sottili o foulard, dolcevita, gonne midi plissé o tartan, pantaloni con piega, maxi cappotti e trench destrutturati.
Accessori: occhiali spessi, sciarpe lunghe, borse a tracolla e – naturalmente – un libro.
Le silhouette restano morbide, mai costrittive. L’effetto è un’eleganza silenziosa, costruita ma apparentemente spontanea.

PERCHÉ CI CONQUISTA?
In un panorama dominato da mode gridate, il poetcore è una ribellione gentile. Non ostenta, non brilla in modo aggressivo: racconta una storia.
E nel 2026, più che seguire le tendenze, sceglieremo di scriverle.
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